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 IL PROTOCOLLO DI KYOTO
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Il 16 febbraio 2005 il Protocollo di Kyoto (PdK), delineato nel dicembre 1997, è entrato in vigore a seguito della ratifica della Russia. Un appuntamento che coinvolge, a livello mondiale, i Paesi industrializzati e quelli con economia in via di transizione (es: Paesi dell'Est Europeo) che devono impegnarsi, entro il periodo 2008-2012 (first commitment period), a ridurre complessivamente del 5,2% rispetto ai valori del 1990, le emissioni di "gas serra" ovvero dei gas atmosferici che causano l'"effetto serra" mantenendo intrappolata la radiazione infrarossa proveniente dal Sole.

Per limitare e/o ridurre le emissioni ogni Paese si è impegnato ad adottare politiche e misure adeguate, trovando soluzioni che garantiscano la crescita dei Paesi in via di sviluppo assicurando nello stesso tempo che gli obiettivi stabiliti nel Protocollo siano effettivamente raggiunti a livello mondiale.
Ciò si può raggiungere non solo riducendo le emissioni attraverso meccanismi di abbattimento diretto, ma soprattutto implementando strumenti diretti e flessibili come per esempio:

- la riforestazione, al fine di aumentare l'assorbimento di carbonio
- l'ammodernamento del sistema energetico ed industriale
- lo sviluppo delle tecnologie innovative a basse emissioni,
   dando particolare peso alle fonti rinnovabili
- il commercio delle emissioni con i Paesi in via di sviluppo
- il trasferimento di tecnologie pulite verso questi stessi Paesi

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Tutto ciò è realizzabile solo grazie alla capacità di innovazione delle imprese italiane e non, con adeguate incentivazioni al loro coinvolgimento e collegamento con i settori della ricerca soprattutto a carattere pubblico; sono proprio le imprese che operano nel settore energetico che possono offrire un importante contributo positivo (in Italia circa un quarto delle emissioni sono legate alla produzione di energia elettrica).

L'impegno dell'Italia è di ridurre di 93 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 entro il 2012 (per rispettare gli obiettivi italiani di riduzione dei gas serra del 6,5% rispetto ai livelli del 1990); ciò può comportare investimenti per circa 50.000 milioni di Euro, una riduzione dei consumi energetici, un risparmio per oltre 40.000 milioni di Euro oltre naturalmente ai benefici ambientali…

In particolare le imprese che operano nel settore dell'energia prodotta da fonti rinnovabili (eolico, biomasse e biogas, fotovoltaico,), sono in prima fila nel contribuire al raggiungimento di tali ambiziosi obiettivi con una quota pari a 18 milioni di tonnellate di CO2.

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>> Protocollo di Kyoto download (testo completo, pdf 66kb)

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